CINOFOLLIA & BAUHOUSE - Traffico di cuccioli (di Cristina Mancini)

 

Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e degli  allevamenti che dispongono di numerose razze con cuccioli sempre disponibili. Ma che c’è di sbagliato, in questi cuccioli che provengono dall’est, che appaiono tanto carini e che costano meno di un cane di allevamento? Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli, ma se non si è intenzionati a fare esposizioni cosa importa? Il cucciolo è un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? Per molti la cosa più logica da fare quando si decide di acquistare un cucciolo è quella di cercare il posto più comodo e più economico. Chiariamo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima vista. Infatti quello che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente. Ma è proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati? Purtroppo sì, perché sono allevati “a basso costo”. Cosa significa? Significa  che  i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati ( sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie. Le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli.  Per loro si usa solo cibo a basso costo, e quindi di bassa qualità, che le debilita ancora di più. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere. I cuccioli vengono “ spediti ” intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40 giorni  devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino. I cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi dell’est, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli con i risultati che si possono facilmente intuire. Perché, allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est? Perché gli allevatori di qualità, che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi. Infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti, vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore. In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità, esistono anche allevatori che rivendono ai negozi, ma il loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro. I cani dell’Est costano circa 50 euro, e i conti sono presto fatti. All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e qualcun altro dev’essere sostituito, il risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare. Infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio, molti  nelle case dei nuovi proprietari. Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati? Purtroppo possono, eccome. Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita. Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento? Certo, la legge lo prevederebbe, ma i negozianti mettono  le mani avanti per tutelarsi. Ovviamente non tutti i cani dell’est sono cuccioli di scarto. Questo traffico riguarda solo gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli badando solo alla quantità e non alla qualità. In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli, e non li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, i migliori allevatori di casa nostra. Ma i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono solo ed esclusivamente cuccioli di scarto. Ma allora perché nessuno fa nulla per fermare questo traffico? Perché purtroppo in Italia è tutto legale. I rivenditori si pubblicizzano impunemente sulle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate.  E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice. E’ perfettamente legale, anche se vergognoso, esporre i cuccioli in vetrina a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui. Purtroppo i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi. E l’Ordine dei Veterinari? Invece di cercarli uno ad uno e di radiarli, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale. Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà: negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi) e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.  Non tutti i negozi vendono cani dell’est, anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza. Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello. Per sapere che cucciolo stiamo comprando basta chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela dimostrare,tramite il pedigree o semplicemente vedendo i genitori del cucciolo. Avere queste informazioni è un nostro diritto, il cucciolo non ci viene regalato ma dobbiamo pagare per averlo. Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi. Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.

E’ importante richiedere una garanzia sanitaria (scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.  Come ci si può tutelare? Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né alla fiere, e  da nessun allevamento fatiscente. Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza.  Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro, i canili sono pieni di cani di ogni età, sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia. Perché cercare proprio il cane di razza? Forse perché vi piace esteticamente. E poi perché da un cane di razza sapete esattamente cosa aspettarvi, quanto sarà grande, che tipo di pelo avrà, che carattere avrà. Be’ con i cani dell’Est questo non è proprio così. Il vostro cucciolo, da adulto, somiglierà alla razza di cui vi eravate innamorati ma non sarà un bell’ esemplare e soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali). Un po’ perché il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da tutti i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi caratteriali. Se nessuno comprasse più i cuccioli dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli. I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di farli nascere. Per quanto riguarda i cuccioli già presenti, occorrerebbe una legge severa sulle importazioni. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati, gli altri potrebbero essere sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (gratuitamente, dopo essere stati curati). Al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due: non comprare cuccioli provenienti dall’est ed informare più persone possibili, perché troppa gente ancora non sa. Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo a Natale, aspettate che  l’allevatore sia pronto per consegnarvelo. Ma se proprio dovete acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri che questi siano gli unici giorni adatti, allora, non comprate cani dell’Est. Se tutto quello che avete letto vi ha colpiti, allora spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse arriva il passaparola!

Firma la petizione: http://www.lav.it/index.php?id=1114

 

Powered by Dyrecta