CINOFOLLIA < BAUHOUSE - Toxoplasmosi e gravidanza

 

A cura del dott. Francesco Buompane

Medico veterinario di Bari:

Laureato in Medicina Veterinaria conseguita presso l’Università degli Studi di Bari.
Abilitazione alla professione di Medico Veterinario conseguita presso l’Università degli Studi di Bari – Facoltà di Medicina Veterinaria in data 29/11/05.
Iscrizione all’Albo dei Medici Veterinari della Provincia di Bari con numero 672 dal 13/01/06.
Perfezionato in Radiologia Veterinaria il 23/10/2008 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria “Federico II” Napoli.Specializzato in Malattie infettive, Profilassi e Polizia Veterinaria il 15/12/2008 presso la facoltà di medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari.
Socio SCIVAC dal 2006Attualmente impegnato nella libera professione. Interessi: Chirurgia dei tessuti molli, Radiologia, Odontostomatologia, Clinica medica.

TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA: sfatiamo il mito dell’abbandono degli animali

Cosa è la toxoplasmosi?
La toxoplasmosi è una zoonosi parassitaria abbastanza comune, che decorre quasi sempre in forma  asintomatica ma che talvolta, soprattutto nell’uomo, può assumere un carattere di particolare gravità. L’agente patogeno è un protozoo isolato per la prima volta nel 1908 in Brasile denominato Toxoplasma gondii. Sono recettivi al parassita molti animali a sangue caldo, il gatto e qualche felide selvatico fungono sia da ospiti intermedi che da ospiti definitivi, in quanto il parassita si riproduce a livello intestinale. Nell’uomo invece, in tutti i mammiferi domestici e volatili, il protozoo si riproduce in forma asessuata a livello extraintestinale, pertanto non eliminano il parassita nell’ambiente. Il parassita si può ritrovare negli animali infetti in forma proliferativa (tachizoiti) nei tessuti; in forma similcistica (pseudocisti); di cisti terminali; di oocisti nell’intestino e nelle feci degli ospiti definitivi. Quindi nell’uomo, nei mammiferi e nei felidi possiamo ritrovare il parassita incistato nelle masse muscolari o in diversi organi mentre nei felidi anche durante la fase acuta di malattia sotto forma di oocisti nelle feci. Aspetto molto importante è che le oocisti per diventare infettanti in ambiente esterno richiedono un tempo di maturazione di 2-3 gg. a 24°C. Pertanto il gatto ospite definitivo se manifesta la fase acuta di malattia può eliminare nell’ambiente con le feci le oocisti che risulatano infettanti solo dopo 48 ore.

Come si contrae?

Per sfatare il mito che tutti gli animali possono trasmettere la toxoplasmosi all’uomo bisogna prendere in considerazione alcuni aspetti fondamentali del ciclo del parassita.
Diversi clienti, infatti, mi hanno riferito che il proprio medico curante o il ginecologo ha consigliato di disfarsi del proprio animale o di non aver contatti. Non c’è affermazione più sbagliata. Solo il gatto può costituire una fonte di pericolo, tra l’altro molto basso. Il motivo è che innanzi tutto deve essere infetto, quindi eliminare le oocisti nell’ambiente con le feci che, tra l’altro, per essere infettanti devono maturare per 48 ore con ottimali condizioni atmosferiche. Pertanto una corretta igiene giornaliera della lettiera evita la possibile contaminazione dell’uomo.Altro aspetto è che la carica infettante in genere presente nelle feci è molto bassa in un soggetto infetto, pertanto il contagio è difficile.Le vie di contagio più probabili nell’uomo sono l’ingestione di carni crude o poco cotte, di verdure crude non trattate con disinfettanti, la manipolazione di carni crude, in quanto i tachizoiti possono penetrare nell’ospite attraverso le mucose congiuntivale, nasale, orale e in alcuni casi attraverso la cute integra, meglio se con soluzioni di continuo.Altra via di contagio è quella transplacentare (vd sintomi).In alcuni casi l’infezione può avvenire in seguito ad emotrasfusioni o a trapianto d’organo.

Come si previene?

Per le proprietarie di gatti si consiglia di:

·      svotare la lettiera ogni giorno indossando dei guanti; se è possibile da un’altra persona.

·      evitare le uscite del gatto affinché non si cibi di animali potenzialmente infetti (topi e uccelli).

·      evitare carni crude nell’alimentazione del gatto.

·      E’ possibile far eseguire dal veterinario una indagine sierologica per Toxoplasma per valutare se è entrato a contatto con il parassita di recente.

Per le donne in gravidanza si consiglia di:

·      non mangiare carne cruda o poco cotta, salumi ed insaccati.

·      manipolare carni crude con i guanti.

·      lavare bene le stoviglie ed i piatti che sono stati a contatto con carne cruda.

·      lavare accuratamente la frutta e la verdura prima di mangiarla meglio con bicarbonato.

·      Congelare la carne (compresi gli insaccati) ad una temperatura inferiore a -12,5°.

·      in giardino indossare sempre i guanti, perchè la terra potrebbe essere contaminata.

L’infezione si diagnostica attraverso un esame del sangue e pertanto la prevenzione dell’infezione congenita da Toxoplasma consiste soprattutto nel tenere controllato il titolo anticorpale durante tutta la gravidanza, ogni 2-3 mesi.

Sintomi

In condizioni naturali l’infezione degli animali e dell’uomo evolve in forma silente e può passare inosservata. La forma conclamata si può osservare in soggetti debilitati e immunodepressi come malati d’AIDS e in gatti con FIV e FeLV. I gatti in questo caso manifestano diarrea, febbre, anemia, polmoniti, iriti, retiniti ed encefaliti. La morte sopraggiunge in pochi giorni.Nella donna se la malattia si contrae per la prima volta durante la gravidanza è possibile trasmetterla al feto e la toxoplasmosi può diventare pericolosa (trasmissione transplacentare).

A tal proposito bisogna sottolineare che:

·         l’infezione fetale non significa danno fetale, neonatale o infantile;

·         a seguito dell’infezione fetale si possono manifestare 4 possibilità:
1) condizioni cliniche evidenti e gravi (aborto o toxoplasmosi congenita conclamata),
2) condizioni cliniche lievi,
3) sequele tardive (tra cui ipoacusia, deficit intellettivi, infezioni della retina),
4) forme subcliniche senza alcuna sintomatologia;

·         il toxoplasma è un protozoo, quindi è sensibile alla terapia antibiotica.

·         la possibilità di infezione fetale aumenta con il progredire della gestazione in cui si è infettata la madre: 17% nel primo trimestre, 45% nel secondo trimestre, 65% nel terzo trimestre;

·         la possibilità che l’infezione fetale dia luogo a manifestazioni gravi è, al contrario, più elevata nelle infezioni precoci che in quelle tardive. La diagnosi deve essere rapida e la terapia instaurata precocemente. I bambini asintomatici ma con un’evidenza sierologica di infezione contratta in gravidanza vanno controllati anche dopo il primo anno di vita con una visita oculistica e neurologica annuale per almeno una decina di anni.

Quando eseguire il test?
Nel caso in cui la donna ha deciso di iniziare una gravidanza o appena si scopre di essere in attesa.

Perchè eseguirlo?

Per conoscere se positivi e quindi immuni.
Per conoscere se negativi e quindi a rischio di contrarre l’infezione durante la gravidanza.
Per conoscere se è in corso una infezione.

Quale  probabilità si ha di trasmettere la malattia al feto?

La percentuale di trasmissione al feto cambia con il procedere della gravidanza: la probabilità di contagio è inferiore al 5% prima della sedicesima settimana di gestazione; è intorno al 17% tra la sedicesima e la ventesima settimana; aumenta a valori del 30% tra la ventunesima e la trentacinquesima settimana.Nelle prime settimane il passaggio del toxoplasma al feto è molto raro, ma quando avviene può comportare gravi danni al bambino (aborto spontaneo o lesioni neurologiche); nel terzo trimestre di gravidanza si trasmette con più facilità, ma nella maggior parte dei casi senza alcuna conseguenza.

Quali sono i rischi per il bambino che contrae la toxoplasmosi?
Alla nascita circa il 90% dei bambini contagiati non manifesta sintomi evidenti.E’ importante ricordare che, per quanto asintomatici alla nascita, la maggior parte dei bambini
non trattati potrà sviluppare alcune manifestazioni della malattia: l’85% potrà essere affetto da corioretinite (riduzione della vista-cecità); dal 20 al 75% potrà presentare ritardo mentale, dal 10 al 30% potrà presentare una moderata perdita dell’udito.

Diagnosi

Nel gatto bisogna eseguire l’esame coprologico per la ricerca di oocisti.Negli altri animali si esegue la ricerca post-mortem di tachizoiti, pseudocisti e cisti terminali.Esame sierologico: IFI; test di Remigton; ELISA, Agglutinazione diretta, emoagglutinazione indiretta; fissazione del complemento.

Dott. Francesco Buompane

www.dottfrancescobuompane.blogspot.it

Per porre domande:

dott.francescobuompane@hotmail.it

 

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