CINOFOLLIA < BAUHOUSE - Storia di un cavallo(di Cristina Mancini)

 

STORIA DI UN’AMICIZIA FINITA MALE

Un altro cavallo se ne è andato, finito nei piatti degli uomini.
Ho cercato di salvarlo ma questa volta non sono riuscita.
Ho aperto un topic nella sezione vendo cavallo intitolato “vendo trotter”, tante persone mi hanno chiamata, una mi aveva anche dato la conferma che lo avrebbe comprato e all’ultimo minuto si è tirata indietro.
Per un mese io ed un mio amico lo abbiamo mantenuto con i nostri soldi per tentare di non fargli fare quella brutta fine, nell’attesa che qualcuno lo prendesse ma è stato inutile.
Siccome questo cavallino mi è rimasto nel cuore e continuo a star male per lui volevo farvi leggere il post che avevo scritto su quel topic, parole di rabbia e di dolore, parole scritte poco dopo la notizia che il cavallo non c’era più.
” Non c’è più speranza, il cavallo è andato……….”
Ho rintracciato oggi il ragazzo di San Siro che mi ha detto di averlo dato al commerciante perchè il proprietario non poteva più aspettare. Trotter dal commerciante = macello
Ormai quasi nessuno è disposto a prendersi un trotter come compagno di vita, troppo complicato perchè da addestrare a sella oppure perchè farlo galoppare è un’impresa.
Questo è il pensiero di tante persone. Persone che evidentemente non sanno, non conoscono questi cavalli.
Dico ciò perchè tante telefonate che ho ricevuto per questo angioletto dicevano le stesse cose… Oh povero va al macello nessuno lo ha detto!
Sono cavalli davvero eccezionali, sono quelli più collaborativi di tutti, difficilmente trovi cavalli (soprattutto di 2 o 3 anni ) con una testa da adulto e una capacità di apprendimento così veloce.
Ho trovato casa a 4 trotter da quando bazzico all’ippodromo, tutti e 4 li controllo sempre perchè sono andati in mani buone e da persone che conosco.
Tutti cavalli fantastici, che in un mese neanche hanno imparato a galoppare e rispondere abbastanza bene ai comandi di gamba e di mano.
Uno addirittura dopo un paio di mesi saltava già percorsini di 90 cm (è già un traguardo) , come fosse cavallo da salto ostacoli.
Sono i maestri delle passeggiate, difficilmente avranno paura di rumori o di posti nuovi.
Ti danno l’affetto che non hanno mai dato a nessuno, ti aprono il loro cuore e ti saranno sempre riconoscenti per avergli salvato la vita, perchè loro sanno.
Sanno che la vita da trottatore è una vita infame, fatta solo di lavoro e corse.
Si certo, il cibo che gli danno è di ottima qualità, il meglio del meglio, la lettiera è sempre pulita e non manca mai l’acqua ma dentro di loro manca qualcosa di più grande.
Manca una carezza, una carota data con amore, parole sussurrate alle orecchie che mettono tranquillità e serenità . Manca……….
l’affetto per tutti gli animali è importantissimo, sentirsi apprezzati e voluti bene cambia la luce che hanno negli occhi.
Un cavallo o un cane contento lo si vede subito dall’espressione.
Un animale usato solo per un unico scopo avrà uno sguardo spento.
Ed è proprio questo sguardo spento che hanno quasi tutti i trotter.
Basta farsi un giro negli ippodromi per accorgersi. Ippodromi del trotto soprattutto ma anche quelli del galoppo non scherzano.
Ti avvicini per accarezzarli e subito scattano indietro con il terrore.
Si dice che sono ombrosi? Cavolate, sono solo animali che non hanno mai conosciuto l’uomo nella versione più buona , che non hanno conosciuto una vita degna del suo nome.
Tutto questo per dire che questo cavallino ha lasciato il vuoto dentro di me.
Credevo che qualcuno leggendo di lui e vedendo le foto avrebbe fatto un sacrificio e lo avrebbe preso, ho sperato fino all’ultimo ma niente.
E’ finita nel modo più brutto che possa esistere e a questo punto non posso far altro che dire a questo angioletto che non si meritava queste barbarie, non lui, dolce e affettuoso, bravo e tenerone. Non se lo meritava lui, non se lo meritavano e non se lo meritano tutti gli altri poveri cavalli che tutti i giorni finiscono nei macelli e poi nei piatti della gente.
Maikol Min si chiamava questo piccolino, resterà per sempre nei miei pensieri e non mi darò mai pace perchè avrei tanto voluto aiutarlo io ma non ne ho avuto le possibilità economiche e nessuno mi ha aiutata a salvarlo.
Finisco con due parole dedicate a lui e non aggiungo altro.
Il dolore in questo momento è terribile, pensare che ti ho conosciuto, ti ho coccolato, sono salita sulla tua groppa quando mai avevi provato quella sensazione, sapere che mi hai accettata, mi guardavi con i tuoi occhioni….. tutti questi pensieri mi riempiono di rabbia e sofferenza.
Spero tu non abbia sofferto anche se lo dubito, ti ricorderò per sempre e ci sarà sempre uno spazio nel mio cuore per te.
Addio piccolo Maikol “

Tratto dal sito

http://cavallo.forumer.it

 

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