CINOFOLLIA < BAUHOUSE - Ansia da separazione(prevenzione)

 

Per poter capire come fare per prevenire, o per risolvere, l’ansia da separazione è necessario spiegare il PERCHE’ di certi comportamenti e quindi la natura del problema che sta alla base della patologia.La questione è in realtà piuttosto semplice: eccessivo attaccamento al proprietario con conseguente incapacità, da parte del cane, di affrontare anche la situazione più semplice da solo.Il cane con ansia da separazione non sopporta quindi stare da solo perchè non riesce a gestire questa condizione. Comincia ad agitarsi, va davvero in panico, così gratta le porte per cercare di raggiungere il padrone, comincia ad essere distruttivo, non riesce a controllare il proprio corpo e così ansima, abbaia, ulula, defeca e urina.E’ ovvio che nella sua testa non c’è l’idea di “fare un dispetto”, dobbiamo piuttosto interpretare questi comportamenti come una disperata richiesta di aiuto: “AIUTO! Sono solo, il mio branco non è qui, ho paura!!”L’ansia da separazione è più facile da riscontrare in certi cani piuttosto che in altri: razze per natura meno indipendenti come, per esempio boxer e dobermann cani non abituati a stare soli: cani di famiglia da anni sempre in compagnia ad esempio della moglie che si ritrovano soli quando questa inizia a lavorare o cani sempre in compagnia di bambini e babysitter che vengono lasciati soli quando i bambini iniziano ad andare a scuola,… Per prevenire l’ansia da separazione è importante fare in modo che il cane impari ad essere sufficientemente autonomo, capisca quindi di essere in grado di gestire autonomamente i problemi che gli si pongono.Questo non significa rendere il cane meno legato al padrone, ma solo renderlo più sicuro e sereno.Il cane per sua natura tenderà sempre a seguire le indicazioni del proprietario che rimane comunque il suo principale punto di riferimento ma, allo stesso tempo deve imparare che quando il padrone non c’è non è il caso di disperarsi ed andare in panico, ma deve gestire autonomamente la situazione con la consapevolezza che comunque presto il proprietario tornerà.Ecco quindi cosa fare:cerchiamo di abituare il nostro cane, sin da cucciolo, a stare un po’ da solo: iniziamo con brevissime assenze di pochi minuti, e, mooolto gradualmente, aumentiamo i tempi. Ricordiamo comunque che nessun cane può essere lasciato troppe ore da solo.almeno le prime volte, prima di assentarci, portiamolo a correre, facciamolo stancare, così che il suo unico pensiero, al ritorno a casa, sia di andare a fare un pisolino.quando le attese cominciano a farsi un po’ più lunghe lasciamogli qualcosa da farenon sottolineiamo durante la nostra assenza: un osso da sgranocchiare o uno di quei giochi che vanno riempiti di croccantini e che il cane si diverte a svuotare. E’ importante che questi giochi non siano sempre lasciati a disposizione del cane o presto verranno considerati poco interessanti: vanno offerti al cane solo quando lo lasciamo solo.troppo il fatto che stiamo uscendo: niente saluti troppo appariscenti, usciamo come fosse la cosa più normale del mondo, senza carezza, baci, discorsi del tipo “dai fai il bravo che torno subito e ti porto a giocare”.non incoraggiamo il cane a venirci dietro ad ogni passo per casa, piuttosto premiamolo quando sta tranquillo nella sua cuccia: facciamogli carezze e complimenti e magari diamogli un bocconcino. Ignoriamolo completamente (niente parole, nessun contatto fisico o visivo, non guardiamolo nemmeno) se ci viene dietro in continuazione.Questi semplici accorgimenti sono il più delle volte sufficienti per evitare che il nostro cucciolo sviluppi ansia da separazione.

 

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